{"id":361,"date":"2017-06-09T17:27:25","date_gmt":"2017-06-09T15:27:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=361"},"modified":"2018-03-08T17:19:53","modified_gmt":"2018-03-08T16:19:53","slug":"a-ciel-ouvert","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=361","title":{"rendered":"\u00c0 ciel ouvert"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_407\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/attachment.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-407\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-407\" src=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/attachment.jpeg\" alt=\"\u00c0 ciel ouvert\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-407\" class=\"wp-caption-text\">Mariana Otero, \u00c0 ciel ouvert (film-documentario, 2013)<\/p><\/div>\n<p>Con una celebre espressione, Jacques Lacan afferma che, nella psicosi, l\u2019inconscio sarebbe a cielo aperto, aggiungendo per\u00f2 che esso non \u00e8 operativo nel dispositivo della psicoanalisi basato sull\u2019associazione libera. Perch\u00e9 allora questo titolo, <i>\u00c0 ciel ouvert<\/i>?<\/p>\n<p>La regista, Mariana Otero, come possiamo leggere nelle sue dichiarazioni, ha affermato di aver fatto una scommessa sulla possibilit\u00e0 di filmare questi bambini autistici e psicotici residenti a Le Courtil, un luogo speciale dove si applica dispositivo chiamato<i> pratique \u00e0 plusieurs<\/i>, pratica in diversi. Non si seguono dei protocolli, ma ci si accosta al bambino caso per caso, destituendo il proprio sapere a priori e cercando di stabilire un legame preliminare con lui a partire dai suoi interessi.<\/p>\n<p>Come entrare in rapporto con questi bambini che, per definizione, soffrono di un disturbo della relazione con l\u2019Altro? Mariana Otero ha vinto la scommessa inserendosi lei stessa nella strategia della pratica <i>\u00e0 plusieurs<\/i>. Per riuscirci si \u00e8 data molto tempo \u2013 un anno di permanenza e di vita in comune nell\u2019istituzione prima delle riprese \u2013 e da sola, senza \u00e9quipe, con la sua cinepresa incorporata \u00e8 diventata parte integrante del luogo di cura. Si potrebbe dire che si \u00e8 trasformata in un atelier tra gli altri, l\u2019atelier \u201cDonna con la cinepresa\u201d.\u00a0 Ed \u00e8 a questa \u201cpersona protesica\u201d che i bambini si relazionano, come noi spettatori possiamo vedere. Buona parte del film \u00e8 stato girato nello spazio aperto, nel cortile e nella campagna che circondano l\u2019edificio di Le Courtil.<\/p>\n<p>Il tempo e lo spazio come strutture del linguaggio sono due coordinate gravemente disturbate nei bambini autistici e psicotici. La continuit\u00e0 spaziale e temporale di questo Centro di soggiorno \u00e8 la premessa necessaria affinch\u00e9 il bambino si possa pacificare e ci possa essere una possibilit\u00e0 di emergenza del soggetto. Nell\u2019autismo e nella psicosi c\u2019\u00e8 confusione nel tempo perch\u00e9 non si \u00e8 prodotta la struttura che prevede di ricevere dall\u2019Altro il proprio messaggio in forma invertita; e c\u2019\u00e8 confusione nello spazio per la mancata inversione dell\u2019\u201dio\u201d nel \u201ctu\u201d nel luogo dell\u2019Altro: la formazione di un io corporeo che avviene nello stadio dello specchio. Cos\u00ec Evan confonde l\u2019io con il tu, Allyson percepisce il proprio corpo come non unificato, Jean\u2013Hugues percepisce il presente come eterno, vive nella simultaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure nell\u2019ambiente di Le Courtil, che colpisce per la calma che vi regna e per l\u2019atmosfera tranquilla e pacificante che gli operatori riescono a creare, dei piccoli cambiamenti si producono quando il bambino percepisce di non doversi pi\u00f9 difendere dall\u2019Altro. Li possiamo osservare nei gesti quotidiani e nelle attivit\u00e0 degli atelier.\u00a0 Evan comincia a bordare attraverso la scrittura il suo essere senza limite, fa le crepes e le gira e alla terza volta ci riesce! Allyson sembra ricomporre il proprio corpo, il suo dentro e il suo fuori, attraverso ricette di cucina che compone pezzo per pezzo. In questo lento processo di trasformazione che osserviamo nei piccoli protagonisti, la macchina da presa di Otero \u00e8 parte in causa: se all\u2019inizio del film Evan sembrava non vederla, verso la fine getta uno sguardo in camera quando recita la poesia <i>\u00c1 la claire fontaine<\/i>. Come gli operatori di Le Courtil notano, l\u2019obiettivo della macchina da presa costituisce per Allyson uno sguardo pacificante che tiene insieme il suo corpo. Jean-Hughes si presenta da subito come un protagonista del film e nel corso del film dimostra una presa di posizione soggettiva nel colloquio con Alexandre Stevens davanti a tutti gli operatori, dove si presenta scegliendo come oggetto da portare con s\u00e9 le strisce dei fumetti disegnate da lui, ovvero sequenze che prevedono l\u2019iscrizione nel tempo.<\/p>\n<p>Tornando alle parole del titolo, <i>\u00c0 ciel ouvert<\/i>, esse evocano, mi sembra, l\u2019esatto contrario dell\u2019\u201dinconscio a cielo aperto\u201d: le inquadrature di squarci di cielo, di radure celesti tra nuvole di passaggio, sono piuttosto punti di sospensione, l\u2019indice di un\u2019apertura all\u2019epifania del soggetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una celebre espressione, Jacques Lacan afferma che, nella psicosi, l\u2019inconscio sarebbe a cielo aperto, aggiungendo per\u00f2 che esso non \u00e8 operativo nel dispositivo della psicoanalisi basato sull\u2019associazione libera. 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