{"id":354,"date":"2017-06-09T17:26:39","date_gmt":"2017-06-09T15:26:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=354"},"modified":"2018-03-01T15:24:31","modified_gmt":"2018-03-01T14:24:31","slug":"maskings-il-mondo-sfolgorante-di-harriet-burden","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=354","title":{"rendered":"Maskings &#8211; Il mondo sfolgorante di Harriet Burden"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_393\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-393\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-393\" src=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/99168-300x219.jpg\" alt=\"JOAN JONAS, THEY COME TO US WITHOUT A WORD, 2015. PRODUCTION STILL. COURTESY OF THE ARTIST.\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/99168-300x219.jpg 300w, http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/99168.jpg 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-393\" class=\"wp-caption-text\">JOAN JONAS, THEY COME TO US WITHOUT A WORD, 2015. PRODUCTION STILL. COURTESY OF THE ARTIST.<\/p><\/div>\n<p><em>Il mondo sfolgorante<\/em> \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo romanzo della scrittrice americana Siri Hustvedt la cui protagonista, Harriet Burden, \u00e8 un\u2019artista. Convinta che la sua appartenenza al sesso femminile abbia impedito alla sua arte di ricevere il giusto riconoscimento, decide di impegnarsi in un singolare esperimento che intitola <em>Maskings<\/em> e che durer\u00e0 cinque anni: ingaggia tre uomini che firmeranno le sue opere, esposte in altrettante personali, in tre gallerie di New York. Il suo intento non \u00e8 solo quello di denunciare i pregiudizi misogini nei confronti delle artiste, ma anche\u00a0di mettere a nudo i meccanismi della percezione che influenzano la ricezione dell\u2019opera d\u2019arte. Nel corso della sua attuazione per\u00f2, Burden scopre che ogni maschera trasforma la sua arte in una \u201crealt\u00e0 indistinta creata tra loro due\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, tra lei e l\u2019uomo maschera.<\/p>\n<p>Il romanzo ha una struttura complessa. L\u2019io narrante sostiene di essere venuto a conoscenza del lavoro di Harriet Burden dalla casuale lettura di una rivista in cui l\u2019artista, per interposta persona, illustra il suo progetto e l\u2019intenzione di renderlo pubblico. Scopre poi che Burden \u00e8 morta da due anni. Entra in contatto con il figlio, la figlia, il compagno dei suoi ultimi anni di vita; prende visione di ventiquattro diari privati che l\u2019artista aveva cominciato a scrivere dopo la morte del marito, un celebre gallerista newyorkese. I taccuini, prevalentemente autobiografici, contengono inoltre note che spaziano nei campi pi\u00f9 disparati, dalla filosofia alla psicoanalisi, storia, teratologia, neuroscienze, letteratura. Il romanzo \u00e8 infarcito di questi colti riferimenti, il titolo stesso <em>Il mondo sfolgorante<\/em> \u00e8 tratto dal romanzo di una nobile e dimenticata filosofa e poetessa del diciassettesimo secolo, Margaret Cavendish, che Burden elegge a suo alter-ego.<\/p>\n<p>Il libro si compone di brani estratti dai taccuini riguardanti <em>Maskins<\/em> e dichiarazioni scritte raccolte dall\u2019autore di persone che erano state vicine all\u2019artista. Le opere di Burden, descritte nei dettagli, fanno riferimento, spesso esplicitato, ad artiste come Louise Bourgeois, Kiki Smith, Annette Messanger, Joan Jonas.<\/p>\n<p>Tutto comincia con l&#8217;amore e la sua perdita, il marito muore improvvisamente davanti a lei mentre sta mangiando un uovo alla coque a colazione. Harry, \u00e8 cos\u00ec che la chiamano gli amici, per allontanarsi dalla scena artistica di Manhattan, dove per anni era stata soprattutto la giovane moglie di un uomo di successo mentre, a suo dire, le sue opere erano state poco apprezzate, si trasferisce a Brooklyn in un grande loft. L\u00ec, per mitigare la sua solitudine, ospita artisti randagi e comincia a lavorare intensamente. Costruisce \u201cminuscole case storte, con le pareti coperte di scrittura\u201d dove \u201cfigure gelatinose fluttuavano vicino al soffitto, sospese a fili invisibili\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>;\u201dcase complicate, piene di bambole e fantasmi e animali\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>La morte del marito segue quella dei genitori, wasp ed ebrei, professore di filosofia il padre \u2013anch\u2019egli morto improvvisamente &#8211; e assistente universitaria la madre. Harry beve per dormire, ha una fame grande e implacabile di un cibo che mangia e non riesce a trattenere e che solo le parole dello psicoanalista a cui si rivolge riusciranno a fermare.<\/p>\n<p>Harry realizza creature che assomigliano al marito. Certe sono inserite in piccole stanze trasparenti, o raffigurazioni gigantesche dell\u2019uomo, compresso in una stanza minuscola, come Alice nel paese delle meraviglie. Poi ad esse cominciano a mescolarsi\u00a0 figure del padre, con iscrizioni sugli abiti, o chine su una pagina di Spinoza. Padre e marito, entrambi elusivi, entrambi amati, si confondono nella mente di Harry e la rabbia per il potere che essi avevano su di lei provoca la loro crescita e il loro rimpicciolimento. Chiama questi esseri metamorfi e li riscalda per animarli. La sua liberazione tardiva lascia ad Harry il rimpianto per un altro corpo, un altro stile di esistenza, certa che se il suo aspetto fisico fosse stato diverso, il suo lavoro sarebbe stato accolto in un altro modo.<\/p>\n<p>Harry non vuole vivere come un uomo, ma vuole una maschera, convinta con i Greci \u201cche la maschera in teatro non era un camuffamento, ma uno strumento di rivelazione\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>La prima sar\u00e0 quella di un artista fino ad allora sconosciuto, certo Anton Tish. Al centro dell\u2019istallazione <em>The History of Western Art<\/em>, che riscuoter\u00e0 certo successo, domina la scultura gigante di una donna distesa, trasposizione tridimensionale e ingigantita della Venere di Dresda di Giorgione-Tiziano. La figura \u00e8 ricoperta da centinaia di piccole riproduzioni, fotografie e testi, citazioni della cultura e dell\u2019arte di tutti i secoli, dalla pittura vascolare greca all\u2019orinatoio di Duchamp, una sorta di progetto <em>Mnemosyne<\/em> di Aby Warburg proiettato su uno smisurato corpo femminile: la <em>Donna Illustrata<\/em>. La osserva un manichino maschile in completo blu e cravatta rossa, trasposizione di un Cupido alato. Tutt\u2019intorno sono presenti sette grandi scatole di legno, illuminate all\u2019interno con piccole finestrelle sbarrate che mostrano allo spettatore che si inginocchi sinistri teatrini domestici. Da dove provengono queste figure?<\/p>\n<p>Harriet dice di avvertire in s\u00e9 \u201cuna cosa orribile, grassa e pesante\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, una cosa fatta di paura un embrione che potrebbe esplodere se non lo tiene sotto controllo. \u201c\u00c8 paura, paura congelata senza immagini, parole o figure. E cos\u00ec, per colpa della paura e dei desideri creiamo falsi ricordi, brutti pensieri simili a sogni che ci contagiano come un virus [idee sulle persone che vivono dentro di noi]\u00a0 e rimangono anche dopo che sono morte. Io sono fatta di morti\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Nel seminario <em>l\u2019Etica della psicoanalisi<\/em> Jacques Lacan parla della Cosa, <em>das Ding<\/em>, una zona centrale ma esclusa, inavvicinabile, nucleo di godimento \u2013 godimento cattivo , che non ci vorrebbe, al di l\u00e0 del principio di piacere &#8211; al centro della realt\u00e0 psichica del soggetto. La sublimazione sostituisce degli oggetti a questa zona incandescente, oggetti che vanno a bordare questo vuoto. Il principio di piacere non pu\u00f2 raggiungere questa zona. Per farlo occorre una forzatura in cui l\u2019oggetto \u00e8 elevato alla dignit\u00e0 della Cosa. Attraverso le sue opere, Harry riesce a trasporre in immagini quello che prova, la sensazione muta della Cosa.<\/p>\n<p>Il suo piano \u00e8 quello di ripetere pi\u00f9 volte l\u2019inganno delle mostre sotto mentite spoglie, per poi uscire dall\u2019ombra ed umiliare coloro che per anni l\u2019avevano ignorata.<\/p>\n<p>La seconda esposizione si intitola <em>Suffocation Rooms<\/em>: consiste in una serie di 7 stanze identiche, 7 cucine squallidamente arredate con la tavola apparecchiata per la prima colazione, con due metamorfi per ogni stanza, uno specchio al posto della finestra.<\/p>\n<p>Man mano che si procede di stanza in stanza, fa sempre pi\u00f9 caldo, i mobili diventano sempre pi\u00f9 grandi e rovinati, a parte una scatola-baule che rimane invariata, i colori sono pi\u00f9 cupi i metamorfi sempre pi\u00f9 caldi e invecchiati, lo spettatore \u00e8 trasformato in un bambino.<\/p>\n<p>Ad ogni stanza successiva, la scatola \u00e8 sempre un po\u2019 pi\u00f9 aperta e lascia intravvedere una creatura di cera che alla fine balza fuori: autoritratto di Harry, met\u00e0 femmina met\u00e0 maschio, pelle sottile che lascia intravvedere gli organi interni. L\u2019opera \u00e8 firmata da un artista di strada, nero e gay, P. Q. Eldridge, che sta al gioco, specchiandosi nella solitudine di Harry, insieme si divertono a creare l\u2019opera, e, durante la mostra, \u00e8 un bravissimo attore all\u2019altezza del suo ruolo con il pubblico. Harry comincia a costruirsi il personaggio della ricca mecenate promotrice di giovani artisti e collezionista. La mostra, anche se patisce del crollo delle torri gemelle, suscita un discreto clamore e attira un pubblico di gente sofisticata.<\/p>\n<p>Infine il candidato ideale per il terzo evento di Harry: Rune, artista affermato, dall\u2019aura perfetta, che fomenta la cultura della sua celebrit\u00e0 auto riprendendosi in tempo reale nella quotidianit\u00e0. Il personaggio affascina Harry che non si rende conto del pericolo che corre a prendere come maschera un artista cos\u00ec celebre.<\/p>\n<p>Il titolo della terza mostra \u00e8<em> Benaeth<\/em>, in inglese \u201csotto\u201d, che, se pu\u00f2 alludere ai processi inconsci, \u00e8 anche il titolo di un film statunitense del 2013 diretto da Ben Ketai: in seguito al crollo improvviso di una miniera, i minatori dovranno fare i conti con la lunga attesa dell\u2019arrivo dei soccorsi che lentamente li condurr\u00e0 all\u2019esplodere di conflitti tra loro fino a raggiungere la follia. E come nel film, l\u2019esposizione non \u00e8 che il risultato di uno psicodramma tra i due che si concluder\u00e0 in modo folle, il match finale di un progetto in cui Harry sar\u00e0 irrimediabilmente perdente. La mostra \u00e8 un labirinto dalle pareti translucide che, come i corridoi, variano in dimensioni. Nel pavimento e nelle pareti sono affacciate delle finestre da cui si intravedono scatole con vari oggetti tra cui le maschere indossate da Harry e Rune in uno scambio di ruoli: Harry \u00e8 l\u2019uomo che maltratta la partner femminile, Ruina, impersonata da Rune in un gioco sado-maso. La mostra riscuote un grandissimo successo, Harry crede sia giunto il momento della rivelazione pubblica e si reca per questo da Rune che in un attimo distrugge le sue aspettative, umiliandola nel mostrarle le prove tangibili di essere stato l\u2019amante del suo defunto marito. Lei, Harry, \u00e8 Ruina, la bambina impietrita che parla a sproposito. <em>Beneath<\/em> senza il suo nome non sarebbe stata nulla e lui rivendica quell\u2019opera come sua, inutile che lei avanzi pretese, tutti sanno che soffre di esaurimento nervoso.<\/p>\n<p>Scrive Husvedt \u201cAveva avuto ragione lei, pi\u00f9 di quanto non avesse mai immaginato. Le autorit\u00e0 artistiche non avrebbero mai riconosciuto i suoi lavori, proprio perch\u00e9 erano suoi. Harriet Burden non era nessuno, un grande grosso nessuno senza volto.\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>Harriet elabora il lutto attraverso l&#8217;arte, ma non pu\u00f2 esporre le sue opere senza attribuirsi un corpo maschile, attraverso le maschere. Sebbene Burden sia conscia che le maschere avrebbero cambiato la natura stessa della sua arte, non pu\u00f2 sapere fino anche punto le complicate relazioni tra lei e gli uomini da lei scelti come alter ego, soprattutto l\u2019ultimo, coinvolgeranno il\u00a0reale del suo corpo implicato nella creazione artistica.<\/p>\n<p>La sublimazione implica una forma di godimento. Harry sublima, crea delle opere che sono una proiezione della sua immagine ma attraverso le quali non arriva a incidere sul godimento che abita il suo corpo. Non arriva, come dice Eric Laurent, a operare una manipolazione dell\u2019immagine del corpo che permetta di dare un senso all\u2019invisibile, di rendere visibile il movimento dell\u2019anima o la forma della soggettivit\u00e0<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Vale a dire, a ridurre il suo sintomo a resto di godimento non ulteriormente riducibile: <em>sinthomo<\/em> come lo chiama Lacan.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec Harry avrebbe potuto giungere a liberarsi del peso &#8211; il suo cognome Burden, in iglese\u00a0 significa appunto peso &#8211; della Cosa che la ingombra; e a scrollarsi di dosso il fardello del suo patronimico in cui \u00e8 riassunta l\u2019eredit\u00e0 paterna e l\u2019identit\u00e0 in cui \u00e8 fissata. Harry fantastica di riuscirvi nella rivelazione finale. Un progetto fallimentare in partenza perch\u00e9 implica di dover fare i conti con l\u2019Altro anzich\u00e9 basarsi esclusivamente sul soggetto. Tutto questo non sar\u00e0 senza conseguenze per Harry, in un finale che vi invito a scoprire.<\/p>\n<p>Chiara Mangiarotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Siri Husvedt, <em>Il mondo sfolgorante<\/em>, Einaudi, Torino 2015, p. 4.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ibid. \u00a0p. 18<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ibid. p. 24<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>Ibid. \u00a0p. 63<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ibid. p. 66<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>Ibid. \u00a0p. 119<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ibid. p. 320.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Seminario di \u00c9. Laurent in Radio Lacan 2014-2015: Studi Lacaniani dell\u2019ECF \u201cParlare lalingua del corpo\u201d. Episodio 3. Registrato il 20-01-2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo sfolgorante \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo romanzo della scrittrice americana Siri Hustvedt la cui protagonista, Harriet Burden, \u00e8 un\u2019artista. 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