{"id":349,"date":"2017-06-09T16:32:13","date_gmt":"2017-06-09T14:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=349"},"modified":"2018-03-08T17:12:25","modified_gmt":"2018-03-08T16:12:25","slug":"heart-of-a-dog","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/?page_id=349","title":{"rendered":"Heart of a Dog"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_391\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/img_3880.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-391\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-391\" src=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/img_3880-300x225.jpeg\" alt=\"Heart of a Dog\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/img_3880-300x225.jpeg 300w, http:\/\/www.chiaramangiarotti.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/img_3880.jpeg 604w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-391\" class=\"wp-caption-text\">Heart Of A Dog, di Laurie Anderson (documentario, 2015)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><i>Heart Of A Dog<\/i> \u00e8 un film di Laurie Anderson presentato alla Mostra del cinema di Venezia del 2015 e passato nelle sale italiane per due giorni nel settembre 2016. Primo lungometraggio della cantante, artista e performer che per l\u2019edizione italiana ha affrontato l\u2019ardua impresa di prestare la sua voce al doppiaggio in lingua italiana confermando cos\u00ec, come lei dice, di essere soprattutto una cantastorie.\u00a0 Il film \u00e8 dedicato al marito Lou Reed, scomparso nel 2013, e ne \u00e8 l\u2019elaborazione del lutto attraverso la metafora di Lolabel, un cane rat terrier, una razza particolarmente \u201csoggettivata\u201d e un po\u2019snob &#8211; certi ordini lo annoiano, non lo interessano &#8211; \u00e8 dimostrato che possa apprendere un certo numero di vocaboli. In scene esilaranti del film, che, nonostante il tema gioca anche sul registro dell\u2019ironia, vediamo Lolabel impegnata al pianoforte o a dipingere e modellare la plastilina con cui crea ciotoline, utilizzate poi come sandali giapponesi ricavati dalle impronte delle zampe.<\/p>\n<p>Laurie Anderson ha affermato che alla realizzazione del film l\u2019ha guidata la frase di David Foster Wallace &#8220;ogni storia d&#8217;amore \u00e8 una storia di fantasmi\u201d, che cos\u00ec interpreta: \u201cNoi proviamo a vedere quelli di cui abbiamo bisogno ma la maggior di questo \u00e8 una proiezione di quello che noi vogliamo e pensiamo che quella persona sia. E vediamo a malapena chi ci sta davvero di fronte. E per la maggior parte del tempo siamo ciechi, vediamo solo quello che vogliamo vedere. Abbiamo di fronte dei fantasmi.\u00a0I cani sono pi\u00f9 nel presente. Non hanno piani, progetti, rimpianti.\u201d(1)<\/p>\n<p>Di questo parla la storia del film narrata dalla voce <i>off <\/i>di Anderson, come un flusso di coscienza montato con immagini, manipolate, disegnate colorate e giocate in trasparenza, tratte da vecchi Super8, materiali di repertorio, circuiti di sorveglianza, film d\u2019animazione; dipinti come quello bellissimo, di Goya, con testa di cane su fondo oro, oltre alle sequenze con Lolabel protagonista. I ricordi legati ai luoghi dell\u2019infanzia di Laurie Anderson sono evocati nelle immagini in cui prevale il bianco algido, distese innevate, paesaggi immobili, alberi spogli e pali dell\u2019elettricit\u00e0 come neri scheletri. Poi nel ghiaccio, dal fondo aureo del dipinto di Goya, dilaga l\u2019oro della vita. Due volte Laurie \u00e8 riemersa dalla morte e tornata alla vita. A dieci anni si \u00e8 lanciata dal trampolino di una piscina in un salto mortale, si \u00e8 rotta la schiena. I medici le avevano detto che non avrebbe pi\u00f9 camminato ma, per fortuna, avevano torto.<\/p>\n<p>Secondo il Libro tibetano dei morti, il Bardo \u00e8 quel momento di passaggio tra la morte e la reincarnazione che dura 49 giorni, in cui la coscienza del defunto, staccatasi dal corpo, si deve confrontare con tutti i legami della sua vita passata per liberarsene e rinascere in una nuova forma di vita. Laurie Anderson vi si riferisce nel film e altrettanto nei grandi disegni a carboncino presenti alla splendida mostra \u201cThe Withness of the Body\u201d realizzata nel Chiostro di S. Caterina a Formiello a Napoli. Come recita il titolo, quello descritto come \u201cBardo\u201d \u00e8 un processo che riguarda \u201clo stare con\u201d il corpo. Un processo lacerante e doloroso, sconvolgente, che, se nel Libro dei morti vale per il defunto, nondimeno e soprattutto vale per chi resta. Per Freud il lavoro del lutto consiste nell\u2019evocare e sovrainvestire ad uno ad uno i ricordi e le aspettative che ci legavano all\u2019oggetto scomparso in modo che, in relazione a ciascuno di essi, la libido possa distaccarsene. I tratti conferiti all\u2019oggetto d\u2019amore sono delle prerogative narcisistiche perch\u00e9 nell\u2019amore l\u2019oggetto si \u00e8 messo al posto dell\u2019ideale dell\u2019io. \u201cIl lutto consiste nell\u2019autentificare la perdita reale, pezzo per pezzo, brandello per brandello, segno per segno, elemento I grande per elemento I grande fino a esaurimento. Quando la cosa \u00e8 fatta, il lutto \u00e8 terminato.\u201d(2)<\/p>\n<p>Se nei disegni questo \u201ccambiamento di stato\u201d si compie nella gestualit\u00e0 di\u00a0 movimenti circolari e violenti che, nel disimpasto delle pulsioni \u2013 Eros, l\u2019attaccamento, e Thanatos, il distacco &#8211; letteralmente riducono il corpo a pezzi, nel film prevalgono le immagini velate da uno schermo diafano il cui limite, come\u00a0 ci insegna Joyce, \u00e8 il corpo.(3)<\/p>\n<p>In <i>Hearth of a Dog<\/i> il corpo \u00e8 innanzitutto quello di Laurie Anderson: all\u2019inizio \u00e8 la protagonista di un sogno \u2013 disegni animati realizzati da lei stessa &#8211;\u00a0 in cui, in un letto di ospedale, partorisce Lolabel. Alla gioia si mescola la colpevolezza perch\u00e9 lei stessa ha ordito il piano di farsi cucire Lolabel nella pancia per poterla partorire. Il senso di colpa \u00e8 il segno della partecipazione soggettiva che accompagna il lavoro del lutto come evento traumatico.<\/p>\n<p>La scomparsa della persona amata ha aperto un buco nella realt\u00e0 soggettiva in cui si riversa la realt\u00e0 psichica antecedente di cui il soggetto \u00e8 partecipe e a cui d\u00e0 un senso sulla base del proprio fantasma.(4)<\/p>\n<p>Nel lutto, sappiamo da Freud, l\u2019ombra dell\u2019oggetto cade sull\u2019io e il soggetto, preso in un godimento oscuro, mortifero, si identifica allo scarto. Allo stesso tempo il mondo, l\u2019Altro, assume una colorazione persecutoria. Che si rispecchia nell\u2019atmosfera dell\u201911 settembre, telecamere, cenere ovunque, i cartelli con l\u2019ambiguo slogan: \u201cSe vedete qualcosa, dite qualcosa\u201d. Anche trasferirsi in California non basta, nel cielo ci sono grandi falchi che puntano Lolabel: la minaccia viene dal cielo, lo stesso terrore presente nello sguardo dei suoi vicini a New York. Allo stesso modo il pericolo dell\u2019annullamento soggettivo \u00e8 evocato dall\u2019eventualit\u00e0 che i dati della vita di tutti i cittadini archiviati nel Cloud, si mescolino. Per il soggetto traumatizzato ricostituire il mondo, un mondo in cui poter vivere, in cui la sua immagine sia rispettata, significa ricostituire, attribuire agli oggetti un tratto comune che li renda desiderabili o almeno non minacciosi.<\/p>\n<p>Nel lavoro del lutto, ci insegna Jacques Lacan, l\u2019ombra dell\u2019oggetto proiettata sull\u2019io si pu\u00f2 superare solo attraverso l\u2019identificazione all\u2019ideale dell\u2019io: \u201cSe <i>der Schatten<\/i>, l\u2019ombra, quell\u2019opacit\u00e0 essenziale che la struttura narcisistica apporta nel rapporto con l\u2019oggetto, \u00e8 superabile, \u00e8 perch\u00e9 il soggetto pu\u00f2 identificarsi altrove.\u201d(5) Identificarsi a quell\u2019Ideale che pu\u00f2 sostituire il \u201cnarcisismo perduto dell\u2019infanzia\u201d.(6) In <i>Heart of a dog<\/i> la regista racconta di sua madre, che non amava, e di come ha potuto ritrovarne l\u2019amore e con questo recuperare l\u2019amore di s\u00e9. Il suo maestro di buddhismo tibetano le ha consigliato una Meditazione particolare: cercare il momento in cui sua madre l\u2019aveva davvero amata. Non riusciva a trovarlo, finch\u00e9 un giorno le \u00e8 venuto in mente un ricordo della sua infanzia: lei che spingeva sul lago ghiacciato la carrozzella con i suoi due fratellini gemelli. Il ghiaccio si ruppe e lei si tuff\u00f2 nell\u2019acqua gelida e li ripesc\u00f2 tutti e due. And\u00f2 di corsa a casa temendo molto la reazione della madre che le disse: \u201cQuanto sei brava a nuotare sottacqua!\u201d. L\u2019aveva trovato, quello era il momento in cui l\u2019aveva davvero amata.<\/p>\n<p>Alla fine del film, Laurie Anderson con Lou Reed &#8211; che interpreta la coda musicale con il suo brano <i>Turning Time Around<\/i> \u201cavere indietro il tempo, ecco cos\u2019\u00e8 l\u2019amore \/ il tempo \u00e8 ci\u00f2 di cui non hai mai abbastanza\u201d &#8211; sulla spiaggia seduti nella sabbia, la videocamera li riprende a formare una specie di mandala. La regista ha scelto questo brano per rappresentare la definizione che Lou Reed aveva dell\u2019amore: \u201cnon qualcosa di nostalgico ma pi\u00f9 simile al tempo, che gira in circolo e guarda in tutte le direzioni\u201d.(7)<\/p>\n<p>Il sogno iniziale si avvera: il soggetto ha partorito un nuovo amore, \u00e8 giunto alla \u201cliberazione dell&#8217;amore, la vita che prende un&#8217;altra forma.\u201d(8) Un\u2019invenzione a cui non si pu\u00f2 giungere che attivamente, a cui Laurie Anderson \u00e8 pervenuta seguendo la lezione del suo maestro: imparare a sentirsi tristi senza essere tristi. Un percorso in cui il buddhismo tibetano incontra l\u2019insegnamento della psicoanalisi lacaniana in cui il soggetto \u00e8 diviso dall\u2019oggetto che non l\u2019inghiotte nella sua ombra.<\/p>\n<p>Chiara Mangiarotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1)http:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/spettacolo\/laurie-anderson-attraverso-il-cuore-di-un-cane-racconto-la-vita-e-la-morte-3030846-201602a.shtml<\/p>\n<p>(2) J. Lacan, <i>Il seminario. Libro VIII, Il transfert (1960-1961)<\/i>, cit., p.432, I sta per Ideale.<\/p>\n<p>(3)\u00a0J. Joyce, <em>Ulisse<\/em>,\u00a0 nella traduzione di Gianni Celati, Einaudi, Torino 2013, 3., p. 50.<\/p>\n<p>(4)\u00a0Cfr. F. Ansermet, <i>Clinica dell\u2019origine. Il bambino tra medicina e psicoanalisi<\/i>, Franco Angeli, Milano 2009, p. 109.\u00a0Il fantasma \u00e8 una produzione di immagini, di racconti immaginati, da cui il soggetto trae soddisfazione. Freud lo ha dimostrato con il fantasma masochista <i>Un bambino viene picchiato<\/i>, attraverso cui il dolore \u00e8 trasformato in piacere. Lacan ha chiamato la narrazione fantasmatica <i>sc\u00e9nario<\/i>, nel vocabolario cinematografico sceneggiatura, termine che si adatta perfettamente al fantasma narrato in un film. Il fantasma non ha solo un aspetto immaginario, ma \u00e8 anche simbolico perch\u00e9 consiste in una frase, in cui il soggetto si articola all\u2019oggetto che causa il suo desiderio, come avviene in <i>Un bambino viene picchiato<\/i>. Lacan scrive la sua formula: <i>S\/<\/i>&lt;&gt; <i>a<\/i>. In essa emerge l\u2019aspetto reale, di godimento, e dunque fuori senso, del fantasma. Il soggetto si completa dell\u2019oggetto di cui pu\u00f2 godere.<\/p>\n<p>(5) J. Lacan, <i>Il seminario. Libro VIII, Il transfert (1960-1961)<\/i>, Einaudi, Torino 2008,\u00a0 p. 409.<\/p>\n<p>(6) S. Freud, <i>Introduzione al narcisismo<\/i>, Freud Opere,vol. 7, p.464, Boringhieri, Torino 1975.<\/p>\n<p>(7) Intervista di Chiara Ugolini repubblica.it<\/p>\n<p>(8) http:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/spettacolo\/laurie-anderson-attraverso-il-cuore-di-un-cane-racconto-la-vita-e-la-morte-_3030846-201602a.shtml<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Heart Of A Dog \u00e8 un film di Laurie Anderson presentato alla Mostra del cinema di Venezia del 2015 e passato nelle sale italiane per due giorni nel settembre 2016. 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